Il laboratorio di assistenza tecnica alle imprese
Nuove tecnologie per il consolidamento
dei versanti
Nell’ambito dell’ingegneria strutturale sono divenuti
di uso corrente materiali e tecnologie (fibre di carbonio, resine
epossidiche, polimeri) che potrebbero essere utilmente utilizzati
anche per la stabilizzazione dei pendii, in particolare quelli
costituiti da roccia lapidea.
In questo campo, infatti, si utilizzano ancora chiodature e tirantature
in cavi o barre di acciaio armonico, fortemente vulnerabili alla
corrosione e nel contempo ubicati in ambiente umido ed a volte
chimicamente aggressivo. È evidente il vantaggio che si
potrebbe conseguire sostituendo questi materiali con trecce o
barre in fibra di carbonio.
Inoltre per l’intasamento dei fori di alloggiamento di chiodi
e tiranti si utilizzano tuttora boiacche di cemento additivate
con agenti espansivi, la cui composizione è affidata alle
maestranze che operano in cantiere (con risultati talvolta imprevedibili).
A causa della loro elevata fluidità queste miscele tendono
a diffondere ampiamente all’interno del sistema di discontinuità
della roccia, con conseguenze a volte molto negative. L’uso
di resine prodotte in stabilimento mediante un processo industriale
svincolerebbe l’esecuzione di queste opere dalle incertezze
delle lavorazioni di cantiere, non agevolmente controllabili,
e darebbe al progettista la possibilità di scegliere miscele
di intasamento le cui proprietà reologiche siano commisurate
alla diffusione che si intende ottenere all’interno della
roccia.
Quanto riportato costituisce solo un esempio di possibile sviluppo
di nuove tecnologie e soprattutto di trasferimento alla produzione
industriale di lavorazioni attualmente eseguite a piè d’opera.
In questo campo la sinergia fra imprese e mondo della ricerca
può portare a risultati di grande interesse economico e
commerciale.
Potranno collaborare a questo obiettivo aziende manifatturiere,
chimiche, società di ingegneria, imprese di costruzione.